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Guardarsi dentro, senza timore

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L'amica geniale

L’Amica Geniale: 4 motivi per leggere i romanzi di Elena Ferrante

Leggere i romanzi de L’Amica Geniale, lo dico sempre, mi ha letteralmente cambiato la vita. La storia di Lila e Lenù mi è entrata dentro come mai nient’altro; le ho sentite camminare e vivere intorno a me, ho pensato assieme a loro, ho riso, pianto, mi sono disperata, immaginata loro sorella, confidente, ascoltatrice.

Ho conosciuto questa serie di romanzi in un periodo particolare della mia vita dove stavo vivendo una situazione terribile e, paradossalmente, la persona che mi consigliò di immergermi in questa storia fu proprio una di quelle che erano complici di quel terribile. Curioso come a volte la vita faccia questi incastri geniali.

Leggere l’Amica Geniale non è solo un onore che si fa ad Elena Ferrante – una scrittrice immensa, profonda, che riesce a scavare dentro l’anima come se fosse lei l’anima stessa di noi tutti ma è un favore che si deve anche a se stessi. Un’opportunità meravigliosa di affrontarsi a cuore aperto, fare un viaggio introspettivo dal quale è impossibile non uscirne rinnovati. Scomposti e ricomposti.

Ci sono 4 motivi principali per i quali vale la pena leggere questi romanzi (o romanzo, al singolare, come lo definisce la Ferrante) che sono rappresentati dai libri stessi. Vediamoli insieme.

Cercherò, per quanto possibile, di non fare alcuno spoiler. Quindi parlerò della trama molto in generale, senza rivelare nessun epilogo.

#1 L’AMICA GENIALE – VOLUME PRIMO

Qui conosciamo subito Lila e Lenù; due amiche che sono tali sin dall’infanzia. Viviamo la loro gioventù nel rione, in una Napoli anni ’50/’60. Senza preamboli, Elena Ferrante ci trasporta già dalle prime pagine nel pieno di questa storia travolgente, che non ti lascia un attimo di respiro se non quello che ti permette di girare pagina.

Per me che abito a Pozzuoli, in provincia di Napoli, è stato molto emozionante leggere di luoghi che vivo, che ho visto e conosco, ad oggi, abbastanza bene. Un romanzo che racconta la realtà cruda dei rioni, dei rapporti che intercorrono fra le persone, delle dinamiche che si formano e deformano. Viviamo in prima persona, attraverso la voce narrante di Lenù, il rapporto tra le due bambine che diventano poi ragazzine e donne; un rapporto particolare, solido, di influenza reciproca, che si modifica ed evolve legandosi indissolubilmente ai cambiamenti di quel rione della periferia napoletana.

La cosa che ho amato di più del primo volume de l’Amica Geniale è sicuramente la capacità di scavare a fondo nei sentimenti umani, quelli più impronunciabili; indicibili. Quelli che nascono dentro di noi sin da bambini e che ci costruiscono nell’adolescenza. Elena Ferrante non ci regala infanzie o adolescenze pure: ci regala la realtà, la potenza del mondo segreto dei pensieri e dei desideri infantili; ci mette al corrente di ciò che siamo stati, e di ciò che si agita nel profondo di ognuno di noi.

Non riconoscersi fin da subito in Lila o Lenù, è impossibile.

Dico sempre che questi libri non sono facili da leggere, e lo penso ancor di più ora, dopo averne metabolizzato per qualche settimana il contenuto. Ti costringono a metterti a nudo con te stesso/a e a raccontarti la verità, quella scomoda, quella che per proteggere noi stessi evitiamo.

L'amica geniale, primo volume
“La necessità degli occhiali mi accentuò la smania di trovare un disegno che, nel bene e nel male, tenesse insieme il mio destino e quello della mia amica: io con la pupilla opaca, lei che da sempre stringeva gli occhi grandi saettando sguardi che vedevano di più; io attaccata al suo braccio, tra le ombre, lei che mi guidava con uno sguardo rigoroso”Lenù a proposito del suo rapporto con Lila

#2 STORIA DEL NUOVO COGNOME – VOLUME SECONDO

Nel secondo volume, Lila ed Elena sono ormai adolescenti; qui, cominciano i colpi di scena, quelli che ti spingeranno a schierarti prima con l’una e poi con l’altra, ad odiare prima l’una e poi l’altra, per poi accorgerti che schierarsi è impossibile, così come odiarle o amarle…o salvarle. Che Lila e Lenù non sono né il bianco, né il nero, ma le sfumature che travolgono la nostra vita espresse dalla scrittura della Ferrante su carta.

Assisterai a due amiche che si perdono, si ritrovano per poi creare una vicinanza straziante, in un ritmo continuo, altalenante, travolgente, feroce, crudo.

Per me affrontare questo secondo volume dell’Amica Geniale non è stato affatto facile, è quello che ho sentito più vicino, quello che però mi ha permesso, già anni fa, di trovare una via di fuga da una vita che mi teneva imprigionata nella sua morsa. E quanto vorrei poter dire queste parole ad Elena Ferrante: a me non importa della tua identità, potresti essere chiunque, ma sei un chiunque che mi ha salvato la vita.

Abbandonarsi a queste pagine, è uno dei migliori regali che puoi farti.

storia del nuovo cognome, l'amica geniale secondo volume
“Se niente poteva salvarci, non il denaro, non un corpo maschile, e nemmeno lo studio, tanto valeva distruggere tutto subito. Mi crebbe in petto la rabbia di lei, una forza mia e non mia che mi riempì del piacere di perdermi. Desiderai che quella forza dilagasse. Ma mi accorsi che ne ero anche spaventata. Ho capito solo in seguito che so essere quietamente infelice solo perché sono incapace di reazioni violente, le temo, preferisco restare immobile coltivando il rancore. Lila no.” – Lenù a proposito di se stessa messa a confronto con Lila.

#3 STORIA DI CHI FUGGE E DI CHI RESTA – VOLUME TERZO

Siamo negli anni ’70, Lila e Lenù sono due donne diventate presto tali. Entrambe, con modi diversi, hanno tentato la fuga dal rione, una fuga che però rimane apparente, perché è come se una parte di loro rimanesse fusa, anche a distanza, con quel luogo che in parte le costituisce.

In queste pagine Elena Ferrante fa nascere speranze, spezzate poi da rabbia, sgomento, tensione, angoscia. Incontri e sviluppi inattesi, ruoli che si sfaldano, uno scenario politico sempre più presente, quello dei tumulti di un’Italia divisa fra la destra e la sinistra.

Un’Italia divisa così come lo sono le due protagoniste, frammentate nel loro interno, nel loro legame che le unisce e allo stesso tempo le disgrega.

Di questo volume ho amato il coraggio di queste due donne. Ho imparato, leggendo, a capire che non sta a noi giudicare le loro scelte, anzi, sono convinta che giudicarle significa non comprendere nulla della lettura di questo romanzo e, ancora peggio, aver sprecato il proprio tempo. Ciò che possiamo fare è accompagnarle, lasciarci travolgere dai loro sentimenti, da quelle sensazioni che la penna della Ferrante scoperchia come una tempesta, e non respingerle.

storia di chi fugge e di chi resta, l'amica geniale volume terzo
“Me l’ero battuta infatti. Ma solo per scoprire, nei decenni a venire, che mi ero sbagliata, che si trattava di una catena con anelli sempre più grandi: il rione rimandava alla città, la città all’Italia, l’Italia all’Europa, l’Europa a tutto il pianeta. E oggi la vedo così: non è il rione a essere malato, non è Napoli, è il globo terrestre, è l’universo o gli universi. E l’abilità consiste nel nascondere e nascondersi lo stato vero delle cose.” – Lenù a proposito del rapporto con le sue origini.

#4 STORIA DELLA BAMBINA PERDUTA – QUARTO E ULTIMO VOLUME

Il desiderio di Lila è sempre stato quello di cancellarsi, come se non fosse mai esistita. Il primo volume infatti, si apre con la sua scomparsa, di lei, non c’è più nessuna traccia. Sparite le sue foto, i suoi vestiti, i suoi oggetti.

Ed è in questo quarto ed ultimo volume che scopriamo se, effettivamente, ce l’ha fatta. Le vicende, sempre narrate in prima persona da Lenù, sono terribili. Ho letto questo libro in tre giorni, ma per accettarlo, metabolizzarlo, digerirlo, ci ho messo infinite notti, e ancora adesso, dopo settimane, non so consigliare il modo specifico per affrontarlo.

Un’ultima parte di racconto dura, inaccettabile, dove vorresti entrare in scena, agire, e non farlo ti causa più disagio dei fatti stessi narrati.

Finite queste pagine, ti renderai conto che la tua vita non potrà più prescindere dal fatto di aver conosciuto Lila e Lenù; perderle, lasciarle andare, costa fatica, uno sforzo che inizialmente ti rifiuterai di fare. Ne uscirai diverso/a, con idee nuove, sensazioni amare e tuttavia indispensabili ad un rinnovamento al quale l’Amica Geniale ti sottopone, pagina dopo pagina, respiro dopo respiro.

storia della bambina perduta, l'amica geniale, quarto volume
“Disse che i contorni di cose e persone erano delicati, che si spezzavano come il filo del cotone. Mormorò che per lei era così da sempre, una cosa si smarginava e pioveva su un’altra, era tutto uno sciogliersi di materie eterogenee, un confondersi e rimescolarsi. Esclamò che aveva sempre dovuto faticare per convincersi che la vita aveva margini robusti, perché sapeva fin da piccola che non era così.” – Lenù a proposito delle smarginature di Lila.

La Frantumaglia – Elena Ferrante

Il consiglio che sento di darti è anche questo: dopo aver letto l’Amica Geniale, se ne hai modo, leggi “La Frantumaglia”, sempre della stessa autrice.

Ne La Frantumaglia sono contenute molte interviste fatte negli anni alla Ferrante, dove ci rende partecipe delle motivazioni che ci sono dietro ai suoi romanzi e alla sua scelta di non apparire in pubblico.

Viene definito “Un libro che accompagna altri libri”, ed in effetti è così; la lettura dei romanzi della Ferrante merita di essere completata, a sua volta, dalla lettura di questa opera straordinaria che ci traghetta nel mondo personale di una scrittrice immensa.

la frantumaglia di elena ferrante
“Ormai penso allo scrivere come a una lunga estenuante piacevole seduzione. Le storie che racconti, le parole che usi e su cui lavori, i personaggi a cui cerchi di dare vita sono solo strumenti con cui circuisci la cosa sfuggente, innominata, senza forma, che appartiene solo a te e che tuttavia è una sorta di chiave per tutte le porte, la ragione vera per cui passi tanto tempo della vita seduta a un tavolo a battere sui tasti, a riempire fogli.”Elena Ferrante, a proposito della scrittura.
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Mi chiamo Melissa (Meli o Mel, di solito) e sono una scrittrice. “Guardarsi dentro, senza timore” è il mio mantra, la base da cui partire, il motto che sostengo e ciò che vorrei fosse d’ispirazione.

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