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Guardarsi dentro, senza timore

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cigno nero

Cigno Nero: cosa fare quando arriva?

Succede che un giorno ti svegli, fai colazione, cominci al solito modo di tutti i giorni la tua giornata e poi, all’improvviso, invece dell’ora di pranzo vedi arrivare lui, un grosso uccello che vola sulla tua testa come un cattivo presagio: il cigno nero.

A quel punto, tutti i tuoi piani cambiano, ciò che avevi previsto dovesse accadere nella tua monotonia quotidiana non accade, prende una piega diversa, probabilmente negativa, qualcosa che non ti saresti mai aspettato/a che accadesse proprio quel giorno. A quell’ora. Con quella dinamica. Con quella prepotenza improvvisa. E allora, cosa fare?

Prima di rispondere a questa domanda, andiamo per gradi.

La storia del cigno nero

C’è stato un tempo in cui si credeva che i cigni fossero solo bianchi. Questa credenza venne superata poi nel momento in cui, in Australia, i primi esploratori, si ritrovarono di fronte ad un animale che a loro dev’essere sembrato quasi mitologico: un enorme cigno nero.

cigno nero

Prova ad immaginare ora il loro stupore: non solo avevano scoperto in quella terra bizzarra animali mai visti prima, come i canguri, ma avevano scoperto che i cigni non erano solo bianchi.

Tutte le loro certezze secolari e millenarie dissolte a causa di un veloce, singolo ed imprevisto evento. Chissà che sgomento, che agitazione, quali teorie ancestrali avranno attraversato le loro menti.

Per l’umanità, a mio avviso, quello fu un evento non fondamentale, di più: era appena stata dimostrata l’imprevedibilità del futuro. L’incertezza che governa come una sovrana divertita le nostre vite, che persino la scienza e le credenze più fondate potevano rinnegare se stesse e mutare da un momento all’altro. Che tutto è fragile, che tutto è a rischio, che tutto è sempre sull’orlo del vago. Che tutto è temibile.

Siamo nel 1697, e tuttavia non molto lontani dai giorni nostri.

La teoria del cigno nero di Nicholas Taleb

Il filosofo Nicholas Taleb, sul cigno nero ha scritto un intero libro. Lui definisce i cigni neri come eventi rari, imprevisti, che hanno un fortissimo impatto sulla nostra vita. Eventi che possiamo prevedere solo a posteriori, ovvero nel momento in cui sono già accaduti (un po’ come dire: “con il senno di poi, forse avrei potuto prevederlo, agire così, fare questo, fare quello” eccetera).

copertina del libro il cigno nero di taleb

Nonostante questi avvenimenti vengono percepiti come molto negativi, Taleb ci dice che non solo sono molto comuni, ma anche che andrebbero presi ed utilizzati come punti di partenza per qualcos’altro. Non eventi eccezionali dunque, ma possibilità aperte.

Qui di seguito trovi il link al libro, nel caso tu voglia leggerlo o darci un’occhiata 🙂

Ti racconto un aneddoto…

Qualche giorno fa erano le le 13:30 e stavo sistemando la spesa nel mio frigorifero. Ad un certo punto, finite queste noiose faccende domestiche, decido di telefonare a mia madre (se hai letto precedentemente il mio blog, sai già che abito distante dalla mia famiglia; se non conosci la mia storia invece, ti consiglio di leggere qualche articolo CLICCANDO QUI).

Ho pensato ingenuamente che, come al solito, ci saremmo messe a parlare del più e del meno, così dopo quella telefonata avrei continuato a riempire cartelle di word con la stesura del romanzo che sto scrivendo. …Beh, inutile e scontato dire che mi sbagliavo.

In quel preciso istante in cui la mia mente ha formulato in automatico quel pensiero come qualcosa di ovvio, pensando di prevedere un futuro che oggettivamente per ognuno di noi è impossibile da prevedere, scopro che mio padre ha avuto un brutto incidente sul lavoro. E non è finita qui.

Biglietto del treno, partenza improvvisa, sono le 6 del mattino dopo e mi trovo sul frecciarossa in direzione Policlinico di Modena, laddove mio padre era ricoverato in attesa di operarsi. Eccolo lì, che vola maestoso sulla mia testa un altro cigno nero: dimentico, credo per il troppo stress, di dover scendere a Bologna per fare il cambio verso Modena e mi ritrovo d’improvviso a Milano, intenta a salire su un altro treno, con un viaggio che da 4 ore diventa una traversata di quasi 8 ore.

p.s. Mio padre ora sta bene! Al momento è in ripresa, ma questo esempio non potevo non farlo; credo che da solo spieghi il significato e la potenza di un cigno nero.

Come si affronta un cigno nero?

La realtà è che non c’è una regola generale che possa aiutare nell’affrontare e reagire ad un imprevisto, ad ogni modo e senza dubbio però, la cosa più importante da fare è quella di entrare nel giusto mindset.

Personalmente, non mi sento in grado di reagire in maniera estremamente positiva ad un cigno nero; nel caso di un evento negativo, l’evento rimane tale e basta, nessuno di noi ha il potere di correggere il corso degli eventi o quello di prevederli e trasformarne le conseguenze in qualcosa che deve per forza essere “bello e accettabile”.

Quindi la soluzione non è armarsi di positivismo ma piuttosto di consapevolezza.

La prima cosa che devi fare è quella di accettare che non è possibile prevedere alcunché. Le cose accadono, a volte in maniera tragica, e noi non possiamo il più delle volte farci proprio nulla. Lo so che è terribile e che non è ciò che vorresti sentirti dire, io stessa vorrei una soluzione magica per arginare l’ansia che questo mi crea. Ma l’accettazione del caos che permea la realtà in tutti i suoi angoli più remoti, è il primo passo.

La seconda cosa che devi fare è quella di NON arrestare la tua vita facendola fluttuare attorno all’angoscia. Come molti (e anche come te penso, ecco forse perché ti trovi qui a leggere questo articolo), sono ossessionata dal tempo che passa, dagli incidenti di percorso, dal non prevedibile. Questo mi crea ansie? Si. Mi crea angosce? Si. Mi crea sofferenza? Si. Posso permettere a questi sentimenti di arrestare la mia esistenza? …NO!

Così come non è possibile prevedere gli eventi, non è possibile nemmeno vivere proiettati in un futuro del quale non sappiamo nulla. E dunque la soluzione, banalmente e realmente efficacie, è godersi i momenti belli il più possibile, permettendo al dolore, quando c’è, di attraversarci, accogliendo anche lui.

Come l’ho affrontato io, qualche giorno fa

Come ti dicevo, ho preso il mio treno, ho subito l’ennesimo imprevisto, per poi raggiungere mio padre. La situazione mi ha creato disagi e sofferenze, inizialmente. Provo per mio padre un bene smisurato, e saperlo in quelle condizioni di certo non mi ha fatto passare i momenti migliori della mia vita.

Dopo l’operazione, il suo esito e la vista dei suoi occhi vigili post-anestesia, ho tirato un sospiro di sollievo. Per qualche ora, nell’attesa dell’epilogo dei fatti, la mia vita si è fermata. Ho atteso, sperato, pianto, pensato, elaborato e, fortunatamente poi, gioito.

Non ho fatto alcuna previsione, per un istante ho lasciato che gli eventi mi travolgessero. Non potevo fare altro. Volato via il cigno nero, ho ripreso in mano la mia vita.

So che speravi anche qui in una soluzione concreta, ma tutto ciò che puoi fare e che possiamo fare è vivere ed essere consapevoli.

Rimango convinta che al cigno nero, possiamo e dobbiamo (per tutelare la nostra sanità mentale e la nostra serenità) pensarci nel momento in cui ci raggiunge, guardandolo dritto negli occhi. Che magari poi non arriva, ma se arriva, saremo lì, consapevoli di ciò che sta sorvolando le nostre teste.

Infondo la vita è questo: un lungo giro sulle montagne russe, a tratti spaventoso, a tratti divertente; soddisfacente a fine corsa quando ci si gira, guardando indietro, alle proprie spalle, quel coraggio che si è avuto nel salire a bordo, nonostante tutto.

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Mi chiamo Melissa (Meli o Mel, di solito) e sono una scrittrice. “Guardarsi dentro, senza timore” è il mio mantra, la base da cui partire, il motto che sostengo e ciò che vorrei fosse d’ispirazione.

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