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Guardarsi dentro, senza timore

Guardarsi dentro, senza timore

lettera a mia figlia

Lettera a mia figlia, del futuro

Ho sempre avuto un desiderio materno molto forte e, qualche giorno fa, distesa in un parco, sulle radici enormi di un albero secolare, ho iniziato ad immaginare.

Stavo immaginando il giorno in cui avrò una figlia femmina.

Ed è particolare, il dettaglio nell’utilizzo del femminile.

Si, perché in realtà io ho sempre immaginato tanti piccoli maschietti attorno. Ognuno col suo carattere furente e irriverente, ad arrecarmi quella tenera frustrazione dei primi anni di vita.

Quel giorno, però, parlavo al femminile. Forse, l’ho fatto perché mi sono resa conto di sentirmi inetta nell’esplorazione della mente maschile? Infondo, rimango pur sempre una donna. Come potrei pretendere di assimilare un pensiero opposto al mio nelle sue fondamenta.

O forse… immaginavo una figlia femmina come se immaginassi di parlare ad una me stessa del passato.

Pensavo in particolare a quanto sarebbe meraviglioso accogliere una creatura in un mondo, banalmente, perfetto. Tutti sappiamo però che così non è. Il mondo non è un posto fatto d’utopie.

Immaginavo mia figlia.

Vedere i suoi occhi schiudersi e il mio chiederle scusa ancor prima che emettesse i suoi primi vagiti.

Scusa, in un discorso che recitava più o meno così:

“Ti chiedo scusa. Scusami, per il mondo che conoscerai.

Lo so, a volte, perché funziona così, ti capiterà di non comprendere il motivo della tua esistenza. In effetti avrei voluto regalarti una terra migliore; ma questa è l’unica che conosco.

Non ci saranno sempre onde blu, prati verdi e promontori scoscesi ad allietare le tue visioni, le tue giornate.

É vero, viviamo in una città di mare.. ma dovrai fare i conti anche con le sue tempeste.

Ci saranno periodi in cui il tuo panorama contemplerà maestrali, laghi artificiali e grandinate.

Ancora una volta, non capirai perché sei qui.

Posso solo dirti che il mio desiderio di te è stato immenso.

Ti chiedo scusa, piccola mia creatura, se ti accorgerai che al mondo poche spalle ti sorreggeranno. Le tue sono abbastanza.

Ma non dimenticare mai le mie, perché io ti amo. Ora e sempre. E quando ami, in maniera immensa e spropositata, è così. Le tue spalle per l’altro diventeranno come un tronco secolare e radici interrate nel profondo del nucleo terreno.

Quando ami, è così.

Nel tuo mondo, cerca un’altra me.”

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2 risposte

  1. È vero, il nostro mondo è pieno di tempeste, ma esistono meraviglie che vale davvero la pena vivere, come quella di essere amati e di amare, senza nessun limite. Ho tre figli e ciò che cerco di fare ogni giorno è quello di insegnare loro ad amare e rispettare le altre persone, la terra, la storia, se stessi. Lo trovo molto difficile, è un cammino in salita, in cui si alternano successi e insuccessi. Ma è bello, è davvero bello guardare avanti, gli immensi orizzonti che si aprono di fronte a noi e soprattutto credere nell’immensità che è dentro di noi che ci offre illimitate occasioni di ricerca, di azione, di cambiamento, di rincorrere la felicità. In tal modo, credendo instancabilmente in loro, cerco di essere il loro tronco dalle profonde e robuste radici da cui un giorno si staccheranno per diventare a loro volta tronchi robusti e ben radicati per qualcunaltro. Tu, con il tuo blog, rappresenti una giusta occasione di nutrimento per il nostro Immenso, perché esso va capito, ricercato. Grazie

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Mi chiamo Melissa (Meli o Mel, di solito) e sono una scrittrice. “Guardarsi dentro, senza timore” è il mio mantra, la base da cui partire, il motto che sostengo e ciò che vorrei fosse d’ispirazione.

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