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Guardarsi dentro, senza timore

Guardarsi dentro, senza timore

rimandare a domani

“Non rimandare a domani” come stile di vita

Spesso mi sono guardata allo specchio e, pensando a quali aggettivi avrei potuto attribuirmi, sicuramente “procrastinatrice seriale” rientrava tra i primi. Già, non rimandare a domani tutto quanto, fino a poco tempo fa, non faceva parte dei miei piani giornalieri. 

Ad un certo punto ho deciso di darci un taglio. Mi sono resa conto che, dopo varie esperienze, rimandare in continuazione mi stava danneggiando. Si può dire con certezza che io abbia iniziato a vivere proprio quando ho smesso di procrastinare.

PERCHÉ SI RIMANDA SEMPRE A DOMANI?

“Mentre si rimanda, la vita passa”, così diceva Seneca, un noto filosofo. 

Rimandare è il gesto che si compie per giustificare quei sentimenti che ci spingono a non agire, a non fare quella determinata cosa nell’ora, nel presente; si rimanda tutto, pensando in maniera illusoria, quasi confortevole, di avere un tempo illimitato nel domani.  

L’errore che tutti compiamo è quello di percepirci come vite infinite. A differenza dell’universo che, per quanto ne sappiamo, ha davvero la caratteristica di essere infinitamente vasto, noi invece siamo vite destinate un giorno a spegnersi. 

Mi rendo conto che tutto ciò possa sembrare cupo e malinconico. Che qualcuno possa pensare: “ma io volevo solo una botta di positività”. Giuro, arriva anche quella. Ma come si dice? Prima il dovere, poi il piacere!

Ad ogni modo, dicevo che rispetto all’universo noi non siamo infiniti. Questo può spaventarci, sicuramente. Farci subire battute d’arresto; soprattutto perché, quando ad esempio incominciamo un progetto e ci fermiamo a riflettere su questi pensieri che nella vita prima o poi arrivano, ci sembra di fare tutto per il nulla. Dunque bypassiamo quella che è la realtà, adagiando la nostra mente nella culla confortevole della procrastinazione seriale …”tanto lo faccio domani, o il mese prossimo. C’è tempo”.

rimandare a domani

CAMBIARE LA VISIONE DEL TEMPO AIUTA

È vero. Di tempo ne abbiamo. Così come è vero anche il contrario. Abbiamo tempo e allo stesso tempo non ne abbiamo. 

Bisogna fare, a questo punto del discorso, uno sforzo. Non è facile quello che sto per dire, ma ha un senso… io stessa ho impiegato molta energia mentale prima di assimilare questo concetto, ovvero: cogliere gli aspetti positivi del nostro avere un tempo limitato nel mondo.

E qui qualcuno dirà: “okay, basta, ho sentito fin troppo.” …Non mollare! Andiamo avanti.

Sapere di avere un tempo limitato, destinato a finire, ci regala la possibilità di dare valore ad ogni momento vissuto. Trarre dall’esperienza, che sia positiva o fallimentare, enormi insegnamenti che arricchiscono ciò che siamo e chi siamo. Può sembrare il solito messaggio motivazionale positivo, ma così non è. 

Immagina di essere come una grande biblioteca, ricca di libri… antichi, moderni… con pagine su pagine di vita: preziosa! Proprio perché caratterizzata dalla sua finitezza. 

Mi viene in mente una frase che sentii una volta in un film: “gli Dei ci invidiano; ci invidiano perché siamo mortali. Perché ogni momento per noi può essere l’ultimo. Ogni cosa è più bella per i condannati a morte.”

È un discorso scomodo da affrontare, ma una volta ingerito e assimilato, compreso, ridurre i rimandi ne è la conseguenza naturale. 

Con questo non voglio assolutamente dire che bisogna vivere il tempo come una minaccia, anzi. La paura che si può avere del tempo è ingannevole: esso non è qualcosa che possiamo afferrare tra le mani. Seppure esiste, non è un qualcosa che possiamo fermare, suddividere, riavvolgere o annullare.

Il tempo esiste e scorre sempre in avanti, anche se lo temiamo, anche se non vogliamo agire, anche se ci arrestiamo: lui va; al di là della nostra volontà. Procede, come una corrente d’acqua che scorre: che cosa succede se tenti di afferrarla? Esattamente nulla. Non puoi. Non possiamo. Così come non si può bloccare, con una mano, una corrente che scorre, non si può bloccare nemmeno il tempo. Dunque averne timore, razionalmente, non serve.

rimandare a domani

ANCHE IL RIPOSO È NECESSARIO

Viviamo attualmente in una società che ci impone di continuo l’efficienza: essere sempre produttivi, sempre veloci, sempre “sul pezzo”. Per questo, non voglio che il mio discorso sul “non rimandare a domani” venga frainteso; non è questa la mentalità che voglio intendere.

Non rimandare è importante, così come lo sono anche i momenti di riposo, con le modalità che ciascuno ritiene necessarie per se. La necessità di affannarsi per sentirsi sempre iper-produttivi non c’è. Concedersi una tregua è giusto, direi che è persino un bisogno fisiologico.

Il problema sorge nel momento in cui questo riposo diventa una scusante per non agire, rimandare, e non compiere quelle attività che fanno parte di quei sogni o progetti da realizzare, significativi e qualitativi per la nostra esistenza.

persona che riposa

CREDERE NELLE PROPRIE POTENZIALITÀ

Ed ora, finalmente le cose belle: credere nel proprio potenziale. 

Quanti progetti chiusi a chiave nel cassetto? Quanti sogni? Quante speranze? Quante cose di te abbandoni ogni giorno per paura di non essere davvero abbastanza capace? Rifletti.

Spesso vediamo impedimenti dove non esistono; facciamo fatica ad aprire quei cassetti per il timore di non farcela, di non essere abbastanza. Ma chi è che può deciderlo? Su quale base costruisci giudizi sulla tua persona? Che cosa davvero ti spinge a non agire? Rispondi a queste domande nel silenzio della tua mente; il posto più sincero che conosciamo. 

È ora il momento. (…Te l’avevo detto che la positività sarebbe arrivata! Voglio che ci creda anche tu, come ci credo io).

Il nostro corpo e la nostra mente non conservano e non posseggono sempre la stessa forza; può capitare che a forza di rimandare a domani, quando ci rendiamo conto di voler poi agire, non siamo più gli stessi di quando in realtà era il momento per farlo. La vita muta in maniera veloce ed impercettibile; ogni giorno che passa non è mai uguale a se stesso e nemmeno ogni secondo lo è. Noi non siamo gli stessi nemmeno di qualche ora fa.

Possediamo una spinta naturale all’azione, che è sempre produzione di qualcosa anche quando ci sembra di non concludere nulla. Non farti ingannare dal giudizio che tu stesso/a crei rispetto alle tue capacità. 

MANTIENI ALTA LA MOTIVAZIONE, NON LASCIARTI DEMORALIZZARE

Tendiamo a procrastinare soprattutto quando perdiamo la motivazione.

Perdere la motivazione provoca un senso di affaticamento mentale che si traduce poi in uno stato di spossatezza fisico (mente e corpo viaggiano sempre insieme, non sottovalutare mai questo aspetto). Ci si avvilisce e non si riesce a portare a termine quello che si sta facendo. È normale, ma non devi mollare. 

Voglio concludere con un bellissimo esempio che ho imparato dal filosofo-psichiatra Minkowski: immagina di dover costruire una strada. In costruzione, per delimitarne il perimetro, si piantano nel terreno dei paletti in legno. Il primo, poi il secondo, il terzo, il quarto, e così via. Quello che conta però, alla fine, è soltanto l’ultimo.

Perchè? Quando l’ultimo paletto viene piantato, alla vista tutti gli altri spuntano dal suolo come per incanto, a segnare tutta la strada percorsa. La vita è così: per vederne il compimento devi piantare l’ultimo paletto.


Se puoi, non rimandare. Impara a piantare i tuoi paletti… le soddisfazioni arriveranno.

rimandare a domani
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Mi chiamo Melissa (Meli o Mel, di solito) e sono una scrittrice. “Guardarsi dentro, senza timore” è il mio mantra, la base da cui partire, il motto che sostengo e ciò che vorrei fosse d’ispirazione.

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