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Guardarsi dentro, senza timore

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Smart working: come organizzarsi quando ci sono troppe cose da fare

C’è che dice che lo smart working abbia solo lati positivi, e poi ci siamo tu ed io che lavoriamo da casa e sappiamo perfettamente che, come si suol dire: “non è tutto oro ciò che luccica”

Lavorare da casa in smart working ha sì dei lati super positivi — basta pensare al fatto che si può stare comodamente a casa, magari lavorare sotto alle coperte d’inverno, con il frigorifero sempre pronto ad accoglierci in estate, nella propria zona di comfort più totale — ma anche dei lati negativi; i principali? il tempo e l’organizzazione. 

Lavorare in ufficio, ad esempio, offre la possibilità di avere tempi prestabiliti ad un ritmo ben scandito, controllo da parte di un superiore (questo permette di “non prendersela comoda” o “sgarrare”), mattinate e pomeriggi più o meno organizzati, eccetera. Smart working invece significa doversi auto-controllare, auto-organizzare e autogestire. Tutto molto bello…o quasi!

Succede a volte che, per vari motivi, le cose da fare si accumulano: la sveglia che “non suona” all’orario esatto (ergo, rimaniamo abbracciati al cuscino fino a tardi); quella persona che sa che lavoriamo da casa e viene a trovarci (ignorando totalmente il nostro tempo-lavoro); il bisogno impellente di guardare quella serie-tv —“solo altri 10 minuti dai, e poi comincio!”—; una giornata no; insomma, i motivi che possono spingerci a procrastinare il da farsi sono molti e vari.

Ho deciso quindi di condividere con te, in questo articolo, alcune strategie utili che mi aiutano spesso ad organizzare le mie giornate, soprattutto quando le cose da fare si sommano l’una con l’altra e diventano troppe.

ANCHE SE LAVORI IN SMART WORKING, NON SEI UN ROBOT

Rimanere “sempre sul pezzo” è impossibile! E non credo sia solo una questione di Smart working…qualsiasi tipo di lavoro tu faccia, capitano sicuramente giornate no nelle quali dare il massimo non ti riesce (ovviamente, solo se sei un essere umano…è chiaro).

Nel lavoro da casa, le cosiddette “giornate no” significano automaticamente procrastinare e non portare a termine tutti gli obiettivi prefissati. Innanzitutto, non bisogna farne un dramma. La negatività, non porta da nessuna parte (così come l’estremo positivismo).

Ti faccio il mio esempio: nonostante qualcuno possa pensare di me che io sia una persona super-organizzata, una sorta di “super-donna” indistruttibile che fa ottocentomila cose al giorno…non è affatto così!

Svolgendo il mio lavoro da scrittrice, come te anche io lavoro in Smart working, e anche a me capita di non dare il massimo. Qualche giorno fa ricordo di aver avuto la febbre; sono rimasta a letto per molti giorni, non avendo alcuna capacità fisica e/o mentale di mettermi davanti al PC a lavorare. 

Di conseguenza, passata l’influenza, mi sono ritrovata a dover far fronte ad una lista infinita di cose da fare.

un foglio bianco su cui abbiamo una lista di cose da fare

COME ORGANIZZARSI QUANDO LE COSE DA FARE SONO TANTE?

Niente panico. 

Davanti ad un elenco lunghissimo di cose da fare e cattiva organizzazione del tempo dovuta a vari fattori come quelli visti fino ad ora, bisogna innanzitutto fare un graaande respiro.

Dopodiché — solo DOPO aver provato una serie di sentimenti angoscianti e inutili sensi di colpa verso sé stessi e la propria incapacità di gestire i tempi — alla mano carta e penna (oppure, accendi il PC e avvia un foglio di testo), e segui i passaggi qui sotto.

1. REVISIONE TO-DO-LIST

Raccogli tutte le tue to-do-list incomplete, lasciate a metà o mai cominciate. Elimina dai vari elenchi ciò che sei riuscito/a a portare a termine e riscrivi in un unico grosso elenco tutto ciò che ti rimane ancora da fare.

Questo, ti aiuterà ad avere chiara innanzitutto la mole di lavoro in maniera concreta e a procedere con gli altri punti che leggerai tra poco.

2. ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI

Ora che hai di fronte a te l’enorme elenco, a partire da questo, crea delle piccole to-do-list giornaliere (suddividendo così le varie attività da fare).

Distribuisci ora queste to-do-list nei vari giorni della settimana/mese; NON concentrare assolutamente tutto in un’unica giornata! Gli arretrati spaventano e generano ansie, è vero, ma pretendere di estinguere tutto il da farsi in un unico giorno non solo è nocivo per la salute mentale (basta solamente pensare allo stress che comporta); il risultato sarebbe quello di fare le cose in fretta e fatte male. 

In un modo o nell’altro, ti rallenteresti comunque, perciò: organizzazione; con calma, tutto si recupera.

3. ROUTINE 

Avere molti arretrati non significa dover stravolgere le proprie giornate ponendosi delle limitazioni o facendo delle rinunce. 

Soprattutto se lavori in Smart working, avere una routine tua, dove riesci a ritagliare spazi per te stesso/a è fondamentale; io ad esempio non rinuncio mai alle mie abitudini sane, quelle che mi fanno stare bene.

Ti raccontavo poco fa della mia influenza; nonostante le molte cose da terminare, non ho rinunciato nei giorni seguenti ai miei allenamenti quotidiani in palestra. Rinunciare al benessere, non mi avrebbe aiutata in nessun modo a fare meglio il mio lavoro.

Stravolgere la tua routine per recuperare il “tempo perso”, non è di certo un incoraggiamento all’impegno, anzi! Ti ricorderebbe anche che non solo non sei stato/a capace di fare determinate cose, ma che ora per farle devi rinunciare ad altro. E così, un loop infinito.

ragazza in smart working

RALLENTARE SENZA MOLLARE

Le nostre giornate non seguono una linea retta: esistono imprevisti, ostacoli, disordini, disagi, casualità non desiderate, eccetera; tutti fattori che spesso ci impediscono di agire secondo la nostra idea di perfezione. 

Lavorando da casa in Smart working poi, tutto ciò si amplifica. Quando entri in un luogo di lavoro sai, che ti piaccia o meno, che i tuoi problemi personali devono rimanere al di fuori. Come dire… non hai tempo per perdere tempo. 

Se invece a gestire il tuo lavoro e i suoi tempi sei solo ed esclusivamente TU, il gioco si complica; soprattutto se lo svolgi nella tua zona di comfort. Questo, ti fa sentire in un luogo protetto, in cui essere al 100% te stesso/a (giustamente!), e di conseguenza l’autocontrollo di sé e delle varie situazioni che ruotano attorno risulta più complicato.

Ad ogni modo, pretendere di fare tutto alla perfezione non è possibile. Capita a tutti di vivere periodi più “lenti”, la cosa importante è NON mollare e NON scoraggiarsi. 

Puoi rallentare, provare tristezza, angoscia, tensione, altri sentimenti negativi; ad un certo punto però devi cercare di rimettere insieme i pezzi.

Riparti da ciò che hai lasciato indietro senza MAI stravolgere i tuoi ritmi, soprattutto quelli scanditi da ciò che ti regala benessere!

Ricorda: puoi rallentare senza mollare.

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Mi chiamo Melissa (Meli o Mel, di solito) e sono una scrittrice. “Guardarsi dentro, senza timore” è il mio mantra, la base da cui partire, il motto che sostengo e ciò che vorrei fosse d’ispirazione.

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